
Secondo alcune stime accreditate, oggi, gli elettori che esercitano il loro diritto, sarebbe inferiore al 50%, o comunque, al netto delle schede bianche e nulle, attorno a questa cifra.
Si tratta di un dato che dovrebbe allarmare parecchio sia i partiti, anzi ciò che di loro resta ancora in piedi, sia gli eletti, che rappresentano sempre meno i cittadini e le loro aspettative.
In una tale condizione, al netto anche del voto di protesta, gli attuali partiti presenti in Parlamento rappresentano poco più del 35% dell’intero corpo elettorale: davvero poco per un Paese che pretende di definirsi ancora democratico.
Un Paese democratico ha bisogno di partecipazione,la partecipazione ha bisogno di cultura e di informazione. La cultura e l’informazione hanno bisogno di una scuola e di una stampa oneste, preparate e ben organizzate, ma anche non faziose.
Riuscire a raggiungere un tale obiettivo significa prepararlo con attenzione, invece, c’è chi vuole un “popolo bue”, una stampa asservita, una scuola incapace, un corpo elettorale impotente e sterilizzato.
Il rischio che si corre è evidente, ma nessuno sembra accorgersene, anzi no, chi di dovere se ne accorge e gli sta benissimo.