
L’impegno dell’Amministrazione Comunale di Gravina, mirante a tenere pulita la città, migliorandone decoro e raccolta differenziata, rischia di essere vanificato dai soliti incivili che continuano a sporcarla, abbandonando rifiuti un po’ ovunque, ma soprattutto nelle strade secondarie, meno battute dalla polizia locale.
Come mi disse una volta un anziano tassista catanese: “a munnizza non avi peri”, traduco per i non siciliani: “la spazzatura non ha piedi”, con ciò sottolineando il fatto che c’è qualche sporcaccione che la lascia in giro.
Il problema, com’è purtroppo ovvio, non riguarda solo Gravina, né solo Catania, ma un po’ tutti i comuni della Sicilia ed è fortemente connesso alle modalità ed alle condizioni con le quali il servizio di spiazzamento, raccolta e smaltimento dei rifiuti viene appaltato, effettuato e controllato.
Probabilmente l’intero sistema andrebbe ripensato e riorganizzato in maniera diversa. In tal senso penso che non sarebbe male se si prendessero in considerazione due ipotesi entrambe prive di costo: la prima sarebbe quella di concordare con le scuole delle lezioni tematiche miranti a sensibilizzare gli studenti verso il problema dell’igiene urbana, la seconda riguarda il coinvolgimento in un’azione di verifica dei consiglieri e degli assessori comunali, ai quali si potrebbe affidare un determinato perimetro della cui pulizia sarebbero responsabili, in collaborazione con la società a cui spetta di effettuare il servizio.
Certo, il presupposto della seconda ipotesi è che tra l’amministrazione, gli amministratori e le società che si occupano dello smaltimento non vi siano accordi innominabili che renderebbero impossibile ogni forma di controllo reale.