Nella città di Catania, secondo una stima del SUNIA, il Sindacato degli Inquilini e degli Assegnatari, circa 5.000 famiglie sarebbero in attesa di un’abitazione. 

Si tratta di un dato che, se confermato, sarebbe molto allarmante, soprattutto alla luce di un periodo di pandemia come quello che abbiamo attraversato e che presenta ancora strascichi lunghi e indefiniti. 

Il dramma delle persone che non dispongono di un’abitazione adeguata alle loro esigenze familiari non può essere considerato secondario, non può passare in secondo piano, perché la casa costituisce il primo elemento di certezza e di stabilità per qualsiasi nucleo familiare.Dunque non può essere sottovalutato. 

Dopo la salute ed il lavoro, il problema della casa di abitazione è, infatti, il più importante e spetta alle istituzioni fare in modo che esso non costituisca un problema ma una soluzione.

Tra gli obiettivi del Comune e della Regione, la casa deve occupare uno dei posti di vertice, così come va affrontato e risolto il problema delle periferie, che non possono continuare ad essere una sorta di ghetto privo di servizi, di infrastrutture e centro di aggregazione degni di questo nome. 

L’emarginazione nasce proprio là dove si trascurano gli interventi per assicurare una casa e dove i quartieri vengono abbandonati a se stessi ed alla criminalità organizzata e comune, sempre pronta a colmare i vuoti lasciati dallo Stato.