Molti amici mi chiedono che tipo di sicilianismo sia quello propugnato da “Unità Siciliana-Le Api”. Cercherò di essere conciso ma chiaro. Questo movimento, relativamente giovane, crede in un sicilianismo di tipo post-ideologico, responsabile, volto a valorizzare e proteggere le risorse materiali ed intellettuali del territorio e ad avere dallo Stato e dall’Europa tutto quello che spetta alla Regione, a partire dalla piena applicazione dello statuto e dalle infrastrutture. 

Per intenderci, Unità Siciliana-Le Api non intende accontentarsi soltanto di sfilare con qualche bandiera per affermare valori importanti ma privi doti concretezza, poiché intende fare molto di più, a cominciare dalla presentazione di precise denunce riguardanti gravi violazioni di cui la Sicilia è vittima, e dalla formulazione di proposte di legge. 

Ogni iniziativa verrà assunta  pensando alle categorie produttive, che saranno consultante in permanenza, per conoscere quale sia la loro opinione per contenere i gravi disagi provocati dal coronavirus e dalla mancanza di infrastrutture e servizi. 

E poi ci sarà da ricostruire un rapporto diverso con l’UE per varare un piano di misure di aiuto eurocompatibili, ed impedire che artigiani, commercianti, operatori del turismo, della ristorazione e del terziario muoiano a causa del pericoloso virus dell’incapacità di governare che si annida tra le stanze di Palazzo d’Orleans e di Sala d’Ercole. 

Certo, il programma non è né semplice, né breve, ma il modo migliore per riuscire a realizzarlo è cominciare.