Ai tanti giovani che leggono le mie rubriche mi permetto di formulare un appello: costruite il vostro futuro insieme a chi vi aiuta a ragionare da uomini liberi, non insieme a chi vi illude e vi rende schiavi di Stato, o a chi vi aizza, o vi fa “sballare”. 

Per evitare di dover credere e basta, e magari rimanere delusi ancora una volta, bisogna studiare, partecipare, comprendere, confrontarsi, lottare, bisogna studiare, confrontarsi, imparare l’arte della mediazione nel rispetto dei principi dati. 

La democrazia è difficile, sta diventando difficile anche la libertà, ma non vi si può rinunziare, bisogna agire con passione, buonsenso e responsabilità, soprattutto qui da noi in Sicilia, dove ogni cosa risulta più difficile.

La Sicilia, infatti, per troppi anni, è stata succube di scelte compiute altrove. Per questa ragione è necessario che gli uomini e le donne di oggi, quelli a cui affidiamo la nostra delega, i particolare i giovani pronti a spiccare il volo nella società, rispondano a noi cittadini, non ai salotti della finanza o dei partiti nazionali. Per farlo, però, devono prepararsi, devono formarsi, devono contribuire alla crescita generale del territorio in cui vivono. 

Prima non si poteva fare, nessuno poteva, perché le condizioni erano differenti, il mondo era differente, la politica era differente, ma adesso, partecipando, si può, anzi, si deve!