Gli amici te li scegli e a volte sbagli, i parenti ti capitano, alcuni sono meravigliosi, altri li devi sopportare, anche quando si rifiutano di ragionare e persino di ricordare. È proprio vero: la gratitudine è un sentimento del giorno prima ed i favoritismi sono sempre quelli ottenuti dagli altri.

È la solita storia della pagliuzza nel proprio occhio che diventa tronco nell’occhio altrui. Governare l’Italia, diceva qualcuno, non è difficile, è inutile! Sessanta milioni di premier sono tanti e tenervi testa è assai complicato. 

Per fortuna non la penso così e resisto, ci provo. Cerco di fare il mio dovere fino in fondo. Magari una volta tanto avrò ragione quando serve, e non quando è troppo tardi, come mi è già capitato in passato.

Per fortuna, però, la vita va avanti comunque. Questa mattina, ad esempio,  la simpatica cassiera del bar, nel quale abitualmente prendo il caffè, mi ha chiesto quale fosse il segreto per essere riuscito, negli anni durante i quali ho esercitato la mia attività parlamentare, a far approvare numerose iniziative legislative, alcune molto importanti e complesse, di cui ancora si parla. 

Ho spiegato che, non essendo né un genio, né un mago, né un extraterrestre, ma solo una persona come tante, che ha sempre svolto con passione, impegno e lealtà il proprio mandato,  avendo cura di ascoltare con attenzione l’opinione dei cittadini, la domanda alla quale bisogna rispondere non era quella ma un’altra: perché non lo fanno tutti?