di Santi Bellamacina

Il decreto Sostegni del governo di Mario Draghi non soddisfa affatto le imprese. Gli aiuti che le imprese riceveranno saranno in percentuale minima (al più il 7% di quanto hanno perso). Il decreto è uno specchietto per le allodole.

Non sono Sostegni ma elemosine che provocheranno il fallimento di migliaia di aziende.

Dal 30/03/2021 al prossimo 28 maggio si possono inoltrare la domanda per i contributi a fondo perduto previsti dal Decreto Sostegni tramite il sito dell’Agenzia delle Entrate come già avvenuto per il Decreto Rilancio.

Sono cinque gli ambiti principali degli interventi del decreto Sostegni 2021:1. sostegno alle imprese e agli operatori del terzo settore;2. lavoro e contrasto alla povertà;3. salute e sicurezza;4. sostegno agli enti territoriali;5. ulteriori interventi settoriali.

In questo articolo faremo un focus sull’ambito a sostegno delle imprese con il nuovo meccanismo di accesso al contributo a fondo perduto.

Come si legge nell’articolo 1 del DL numero 41 del 2021, sono diverse le novità relative ai contributi a fondo perduto del decreto Sostegni:• requisito chiave resta il calo di fatturato: il valore determinante scende dal 33 al 30 per cento;• la valutazione viene effettuata confrontando il 2020 e il 2019, in particolare si prenderà in considerazione il calo medio mensile;• i codici ATECO non rappresentano più un elemento rilevante per l’accesso, in questo modo si concede un via libera anche ai professionisti che hanno atteso a lungo di poter essere inclusi in questo meccanismo di aiuti;• cresce il limite di ricavi e compensi entro il quale è possibile richiedere l’aiuto: passa da 5 a 10 milioni di euro;• si definisce una nuova modalità di calcolo dell’importo che, pure, per quanto riguarda il valore minimo e massimo dovrebbe rimanere lo stesso (da un minimo di 1.000 o 2.000 euro in base alla tipologia di soggetti fino a 150.000 euro). Le novità riguardano gli scaglioni di riferimento per determinare, in base alla perdita, la somma a cui si ha diritto;• cambia anche la modalità di utilizzo degli importi: accanto al pagamento diretto si aggiunge la possibilità di utilizzare le somma in compensazione tramite modello F24.

Scendendo ancor più nel dettaglio in modo pragmatico di seguito indico le varie percentuali per il calcolo del contributo a fondo perduto in base ai ricavi e compensi e vi rappresento alcuni esempi concreti di calcolo elaborati:➢ indennizzo pari al 60% del calo di fatturato, per chi nel 2019 aveva ricavi o compensi fino a 100.000 euro;➢ 50% per i soggetti con ricavi oltre 100.000 e fino a 400.000 euro;➢ 40% per i soggetti con ricavi oltre i 400.000 euro e fino a 1 milione;➢ 30% per i soggetti con ricavi oltre 1 milione di euro e fino a 5 milioni;➢ 20% per i soggetti con ricavi oltre i 5 milioni di euro e fino a 10 milioni.

Esempio 1

La società Alfa s.r.l. ha aperto la partita Iva prima del 1° gennaio 2019 presenta la seguente situazione: 

Fatturato 2019 pari a 155.000 con una media mensile di €155.000/12 = €12.917

Fatturato 2020 pari a 110.000 con una media mensile di €110.000/12 = €9.167

Media mensile 2019 – media mensile 2020 = 12.917 – 9.167 = €3.750

% riduzione media mensile 2019 – 2020 = 3.750 / 12.917 x 100 = 29,03% (ha subito una perdita inferiore alla percentuale stabilita del 30 per cento, consistente in uno dei requisiti per l’accesso al contributo)

Esempio 2

La società Beta s.r.l. ha aperto la partita Iva prima del 1° giugno 2019 presenta la seguente situazione: 

Fatturato 2019 pari a 131.541 con una media mensile di €131.541 /7 = €18.791,57

Fatturato 2020 pari a 35.195 con una media mensile di €35.195/12 = €2932,92

Media mensile 2019 – media mensile 2020 = 18791,57 – 2931,92 = €15.858,65 (Differenza media mensile in perdita)

% riduzione media mensile uguale all’84,39%. 

Pertanto, spetta un contributo all’impresa pari al 50% della differenza media mensile quindi di €7929,32.

Infine, si precisa che il contributo non spetta:• ai soggetti la cui attività risulti cessata alla data del 23 marzo, data di entrata in vigore del decreto Sostegni• a coloro che hanno attivato la partita IVA dopo l’entrata in vigore del decreto;• agli enti pubblici di cui all’articolo 74 del TUIR;• agli intermediari finanziari e società di partecipazione di cui all’articolo 162-bis del TUIR.

In conclusione, come avete letto e dagli esempi rappresentati, potuto constatare, possiamo affermare che gli aiuti presenti sull’attuale “DL SOSTEGNI” rivolti alle Imprese, non sono sufficienti a salvare alcuna impresa, che ormai da più di un anno a causa della pandemia epidemiologica in corso, rileva perdite di fatturato sempre più importanti che si trasformeranno in cessazioni definitive delle attività economiche e la contestuale perdita di numerosi posti di lavoro.

L’auspicio è quello che il “prossimo provvedimento”, in arrivo già per fine aprile, possa essere di fatto un aiuto per le imprese che gridano da più di un anno interventi e aiuti efficaci ed efficienti per l’attuale copertura delle perdite e la successiva ripartenza.